Se nonostante il mio articolo di qualche tempo fa “Cam.tv vs Facebook: la guerra dei social o… tanto rumore per nulla?” ci fosse chi sostiene che la creatura di Mark Zuckerberg sia un concorrente del social del sapere, in realtà negli ultimi tempi si sta combattendo una vera sfida non tra aziende ma “concettuale”.

Al centro della diatriba c’è il “like”, la notissima funzione che dei social stessi ha fatto la fortuna e che consente ad un “utente” di lasciare una sorta di feedback ad un altro utente o ad un suo contenuto. Qualcosa che in origine era indicativa di una preferenza soltanto positiva, per poi diventare anche emozionale (Facebook e Linkedin su tutti integrano le “reaction”, speciali emoticon che esprimono un sentimento).

In ogni caso il like è sempre stato un importante sistema di interazione sociale che ha soprattutto aiutato i titolari di profili e pagine, o chi per loro (tipicamente i “social media manager”), a CAPIRE l’andamento della loro attività di marketing e comunicazione.

Inoltre, il fatto che i like siano pubblici ha sempre consentito loro di monitorare anche i like ricevuti dagli altri utenti, in particolare dai concorrenti.

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Leo Cascio

Leo Cascio

Consulente, formatore e divulgatore di web marketing, branding e personal branding, autore, co-autore e blogger, sono un siciliano innamorato di Milano, appassionato di inglese, marito e papà.