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A luglio sempre la stessa storia: stai portando avanti dei progetti o sei in procinto di avviarne dei nuovi ed il professionista o imprenditore di turno ti dice “guarda, ne riparliamo a settembre”.

Non ho mai avuto problemi con questa risposta, d’altronde anch’io ad agosto stacco dal lavoro (o ci provo). Insomma, nonostante abbia appoggiato il famoso discorso di Marchionne che indicò noi italiani come quelli che con le ferie estive esagerano (e posso confermarlo: anni fa mi trovai a Londra in agosto e vidi con i miei occhi l’indifferenza per le “ferie” dei lavoratori inglesi), potrei anche essere d’accordo che, a seconda dei casi (tendenzialmente per i business locali) una chiusura per ferie degli uffici di un paio di settimane potrebbe starci.

Il famoso discorso di Marchionne sulle “ferie italiane in Agosto”: https://www.youtube.com/watch?v=sqNX0veVMRw

 

Tuttavia ho riscontrato due criticità:

La prima è, proprio a ricalcare il discorso di Marchionne, che ormai non solo le multinazionali globali come Fiat non possono permettersi giorni di ferie, ma anche che ciò vale per molte realtà medio piccole.

Infatti visto che all’estero le ferie estive praticamente non esistono e che molte nostre micro-imprese lavorano online con clienti, fornitori e partner internazionali (basti pensare a chi vende su Amazon o con e-commerce anche all’estero), si capisce subito che probabilmente Marchionne aveva ragione anche in questo micro-contesto e che forse dovremmo pensare ad un modello lavorativo in cui le ferie non esistono più, accettando di lavorare secondo un sistema “liquido” senza orari vincolanti e con l’ausilio di tecnologie che ci facilitano la vita facendoci lavorare meglio e meno “spalmando” il meritato riposo durante tutto l’anno.

La seconda criticità invece abbraccia la sfera personale.

La domanda è: quando andiamo in ferie ci andiamo davvero? Temo di no.

Infatti accade che magari ce ne andiamo in vacanza in un resort ma continuiamo a farci bombardare dalle email di lavoro sul cellulare a cui per effetto FOMO (ne ho parlato anche qui) non riusciamo a non badare. Anche perchè se non lo facciamo perdiamo clienti e soldini.

Ecco perchè per me ormai il cartello “chiuso per ferie”, come cantavano i Litfiba, è “una grassa bugia”.

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Ad ogni modo, come scrivevo poco fa, malgrado questo post un po’ critico anch’io proverò a “staccare totalmente” e lo farò fino a ferragosto (anche se da buon smanettone che si annoia dopo 3 ore finirò per fare un po’ di “lavoro interno”, ma senza stressarmi, cosa che per altro evito di fare anche in tempi “normali”).

Di fatto questo che hai appena letto, e ti ringrazio per averlo fatto, è l’ultimo articolo prima della mia “pausa estiva”.

E tu, ci andrai in ferie? O ci sei già andato/andata?

In ogni caso, che ne pensi? 


Leo Cascio

Leo Cascio

Sono brand builder, creator, consulente, formatore e divulgatore di web marketing. Autore del libro "Personal Branding sui Social" (link Amazon).
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