Di recente la mia attenzione è stata catturata dal magnifico report “Do The Right Thing: The role of Social in Covid-19” (lo trovi qui) dell’agenzia pubblicitaria internazionale We Are Social (il loro sito): 49 slide piene zeppe di spunti interessanti ed utilissimi ad ogni azienda, dal piccolo personal brand alla grande corporation, che rimarcano ciò che nel mio piccolo ripeto online da quando è iniziato questo lockdown da pandemia:

Ogni brand ha il dovere di farsi portavoce delle “community sui social”, divenute di fatto ormai l’unico luogo in cui il nostro mondo può trovare conforto dalle ansie di una pandemia che, con ogni probabilità, cambierà per sempre la nostra società ed economia.

Volendo condividerlo ho cercato invano  la versione italiana consapevole del fatto che buona parte del mio pubblico di piccoli imprenditori non potesse fruire della versione originale in inglese. Si fosse trattato di una pagina web sarebbe bastato usare Google Translator (la cui I.A. non è ancora al top del potenziale), ma trattandosi di un file di presentazione niente da fare.

Così ricordandomi di masticare benino la lingua di Elisabetta II, dopo qualche oretta piuttosto impegnativa ho ricavato questo lungo articolo: sostanzialmente una traduzione piuttosto fedele, anche se “commentata”, di questo report di grande valore. 

Scegliendo di tradurlo e pubblicarlo credo di aver fatto cosa buona e giusta: il contenuto è davvero ottimo perché senza violare alcun copyright fornisce una marea di consigli e spunti utili alle aziende per agire sul fronte comunicativo nel miglior modo possibile a questa gigantesca crisi/opportunità. Sono certo che sarà un grande aiuto a moltissimi imprenditori per aiutarti a trovare il bandolo della matassa in questo periodo non facile.

Allora bando alle ciance e… buona lettura!

Ah, dimenticavo… se hai domande in merito, se ti va di condividerlo o semplicemente di ringraziarmi, non dimenticare di taggare We Are Social (qui la loro pagina Facebook): la vera fonte (e non solo di ispirazione) di questo articolo a cui, è bene precisarlo, va riconosciuta la paternità dell’opera originale.

 

 

Nel mondo ci sono più persone chiuse in casa oggi che durante la Seconda Guerra Mondiale

In questo momento il principale mezzo di comunicazione di aggregazione sono i social media, da cui le persone traggono informazioni, idee, intrattenimento e conforto.

Abbiamo monitorato l’impatto di Covid-19 ed il ruolo che i social media possono svolgere in tutto il mondo attraverso la nostra rete globale. Dai nostri uffici in Cina e in Italia, i mercati in cui la pandemia è allo stato più avanzato, ci giunge la previsione di come stanno cambiando le esigenze dei consumatori e su cosa fare nell’attesa. I social hanno un ruolo significativo nell’aiutare i brand a rimanere pertinenti e presenti nella vita dei consumatori. Ora è il momento di agire e di pianificare in anticipo cosa fare in seguito.

 

Gli argomenti di questo report/articolo:

  1. La tua community ha bisogno di te: dall’individuo al grande brand tutti noi abbiamo un ruolo da giocare. I tuoi canali social sono lo strumento con cui fare la tua parte.
  2. Fai un reset: un elenco di cose da fare quando non sai cosa fare.
  3. Esplora la crisi: le community si evolvono seguendo 5 step. Trova il ruolo del tuo brand all’interno di questa evoluzione.
  4. Lavora sui contenuti: di cosa parlare? Come realizzerai il visual? Come gestire gli influencer? Tattiche per realizzare contenuti appropriati alla tua community senza apparire opportunistico.
  5. Cosa ci aspetta? La situazione cambia velocemente. Alcune risorse per aiutarti a rimanere in controllo della situazione nel tuo settore.

 

1. La tua community ha bisogno di te

Un fatto ovvio ma spesso trascurato è che un disastro crea una nuova “community sofferente”. Da “Disasters and mental health: Therapeutic Principles Drawn from Disaster Studies” di Charles E Fritz (1996).

 

 

All’improvviso i nostri stili di vita sono diventati digitali. Alcuni di noi trascorrono tutto il tempo con le stesse persone, altre non vedono nessuno. Questo scenario sta generando dei specifici bisogni.

Le community si sviluppano intorno a questi bisogni, alcuni già esistenti, altri del tutto nuovi, altri ancora solo temporanei. E’ chiaro che nonostante siamo isolati, oggi più di prima ciò che conta è la community.

Questo è il momento per i brand di fare quella cosa che tutte le strategie di content marketing hanno sempre detto di fare: è il momento di essere umani.

 

Non sappiamo per quanto tempo durerà la crisi ma sappiamo che i brand che trovano un modo per rimanere connessi con le persone durante questo il periodo dopo saranno più forti. Infatti:

  • Continuare ad impegnarsi con la propria community durante una recessione può aiutare a renderla meno dura.
  • Concentrarsi sui propri clienti e la community può fare la differenza adesso e nel lungo periodo.

 

(da https://www.socialbakers.com/blog/recession-marketing)

Quando la domanda scende le aziende che si focalizzano sulla protezione e sulla crescita dei segmenti di clientela più fedeli e redditizi stabilizzano le loro attività. In questo modo attraggono anche nuovi clienti, mentre i concorrenti vacillano. Da “The Power of Consumer Loyalty in a Downturn”.

 

1.1 Cosa ci stanno dicendo

Osservazioni chiave della community e nuova domanda derivante dalla pandemia.

  1. Community nuove (e temporanee) si stanno aggregando socialmente in risposta a specifici bisogni di vita reale. Cosa fare: cercare community per trovare la giusta opportunità.
  2. Fare pubblicità in questo momento può essere rischioso o controverso ma al momento, stando a questo studio, solo il 28% dei consumatori a livello globale si oppone alla pubblicità dei brand. Cosa fare: focalizzare le ads a pagamento sui nuovi bisogni emergenti.
  3. La spesa media dei consumatori sta calando ma la richiesta di contenuto sta aumentando. L’engagement relativo ai contenuti organici sta aumentando, la gente è affamata di contenuti istantanei ed autentici. Cosa fare: rivedere la propria strategia per i contenuti organici.
  4. Le community stanno abbracciando nuove piattaforme emergenti come TikTok, di live streaming, AR, VR, chat di gruppo, ad esempio Zoom, proprio per sopperire al bisogno di rimanere in contatto. Cosa fare: sperimentare nuove tecnologie e piattaforme emergenti.
  5. Gli influencer sono in prima linea nella creazione di contenuti tempestivi e che rispondono alle esigenze della comunità, producendo contenuti per conto dei brand. Cosa fare: collaborare con gli influencer per produrre contenuti aumentando le attività del brand.

 

1.2 Ascolta, Agisci e Monitora

Ascolta

L’ascolto sociale può aiutarti a comprendere in tempo reale cosa sta accadendo nel tuo settore, il tuo pubblico e brand. Può evidenziare i problemi e le tendenze emergenti ed identificare opportunità di amplificazione.

Se hai una tua community online: ascoltala attentamente, identificando uno o più bisogni.

Se NON hai una community online: ascolta le conversazioni sui social per identificare le community in cui puoi contribuire e cerca influencer con cui puoi collaborare.

 

Agisci

Segmentare il brand per categorie potrebbe non aver senso, piuttosto ne avrebbe “pensare lateralmente” (cioè secondo un’angolazione diversa) alla community che puoi servire.

  • Il luxury ora è FMCG (Beni di Largo Consumo).
  • La vendita al dettaglio è ora commercio.
  • La logistica è ora raccolta fondi.
  • I campi sportivi sono ora gli ospedali.

 

Monitora

Monitora le conversazioni intorno al tuo brand per misurare la temperatura della tua community e sapere come vengono interpretate le tue azioni. Potrebbe essere sufficiente rispondere come sempre fatto, oppure intervenire, interrompendo, chiarendo o modificando il tuo approccio ai contenuti.

 

L’azienda scozzese “Brewdog” ha avuto due problemi di comunicazione:

  1. Ha dovuto specificare che il loro prodotto non fosse gratuito per tutti (quindi NON una trovata pubblicitaria).
  2. Ha dovuto rispondere negativamente a numerose richieste.

 

La campagna con gli “archi distanziati” di McDonald’s non ha riscosso il successo sperato, inoltre l’azienda ha dovuto rispondere a critiche riguardanti le condizioni salariali dei suoi lavoratori.

 

2. Fai un reset

11 cose da fare adesso:

1. Ascoltare le Community

Attiviamo degli alert per le menzioni del brand e diamo lo specifico task ai community manager di monitorare le conversazioni sui canali.

2. Riesaminare le verità di Brand

Senza coordinate certe, i valori del brand devono essere come una bussola che aiuti a ridefinire cosa abbia senso fare in un contesto di cambiamento rapido e imprevedibile.

3. Creare una Newsroom

Un piccolo passo, ogni mattina: un incontro di 10 minuti per capire cos’è successo il giorno precedente, se e come impatta il brand e come integrarlo nella comunicazione.

4. Praticare l’Umiltà

Non è il momento di vendere esplicitamente e non è il momento di evidenziare prodotti o servizi rispetto agli inediti e specifici problemi che stiamo affrontando. Se servono e se sono utili le persone lo sanno già.

5. Connettere le Persone

Le persone vogliono sentirsi vicine digitalmente ora che fisicamente non possono esserlo. Cerchiamo di attivare il network dei brand per mettere in collegamento le persone tra loro, in funzione dei loro interessi.

6. Rinforzare il Customer Service

Va messo in conto di dover gestire più richieste in tempi più brevi, quindi consideriamo di dedicare più tempo o personale al servizio clienti.

7. Rivedere il Tone of Voice

Dobbiamo rimanere calmi, essere chiari e concisi, ma questo non significa necessariamente essere seri o eccessivamente tragici. Bisogna tenere sempre il polso della community per capire qual è il tone of voice giusto al momento giusto.

8. Essere Utili

Se il prodotto o il servizio che il brand commercializza è essenziale, ha senso valutare se e come regalarlo, ma anche fare di tutto per aiutare le persone, tecnicamente, ad adoperarlo.

9. Avere una Strategia di Contenuto

Il contenuto organico è tornato: bisogna prepararsi ad aggiornare sempre e costantemente il proprio palinsesto, così come la scelta dei touchpoint digitali da attivare.

10. Non avere paura di fare un passo indietro

Stanno succedendo un sacco di cose. Se il brand non ha molto da aggiungere, ha senso anche che non dica niente.

11. Adattarsi velocemente

Un messaggio che sembra giusto oggi potrebbe essere inutile o controproducente domani. Programmare, ma sapersi adattare, è vitale.

 

3. Esplora la crisi

Agisci adesso ma pianifica per il “dopo”.

Ci sono cinque fasi durante il decorso di una pandemia. Il tuo pubblico si sposterà attraverso ciascuna di queste fasi e man mano che lo farà le sue esigenze cambierà. Attraverso l’ascolto, i contenuti ponderati e un attento monitoraggio in ciascuna fase sarà possibile trovare il ruolo autentico del tuo brand.

… la vita sociale legata al disastro soddisfa molti dei bisogni umani essenziali mancanti nella vita quotidiana della società moderna. Da “Disasters and mental health: Therapeutic Principles Drawn from Disaster Studies” di Charles E Fritz (1996).

 

Le community in ogni fase hanno bisogni chiari.

 

 

3.1 Fase 1: negazione

 

Chi sta facendo bene

  • Instagram ha lanciato un adesivo con scritto #StayAtHome in più lingue, consentendo alle comunità di rafforzare il messaggio in modalità peer-to-peer.
  • Chiquita ha rimosso Miss Chiquita dal logo lasciando intendere che “è rimasta a casa”.
  • Gli operatori di telefonia mobile, tra cui Vodafone e Orange, hanno sostituito il testo con i loro nomi con l’hashtag #StayHome.
Ruolo del contenuto
Usa la creatività per amplificare le campagne sociali nel modo giusto e sui canali giusti.
  • Mercedes-Benz ha adattato la creatività per riflettere la vita a casa (senza mostrare incontri sociali) ed incorporare il messaggio chiave.
  • Nike ha fatto appello all’emozione prevalente nella tua community, ad esempio l’orgoglio e lo spirito di squadra.
  • Jameson ha utilizzato il calendario come opportunità per ancorare e rafforzare il messaggio.

3.2 Fase 2: ansia

Le community cercano di sentirsi meno indifese sforzandosi di reagire. Generosità e solidarietà emergono come tratti della community perché le persone nel caos sono alla ricerca di chiarezza e sicurezza. I brand hanno un ruolo che è quello di essere solidali con la community, dimostrandosi generosi e mostrando un certo grado di normalità.

 

Lo struggente appello su Facebook dell’infermiera britannica Dawn Bilbrough per fermare l’accumulo di cibo nei supermarket è diventato virale mettendo in evidenza le straordinarie pressioni affrontate dai lavoratori essenziali.

Il disastro fornisce una forma di shock sociale, che interrompe i modelli di comportamento abituali e istituzionalizzati e rende le persone predisposte al cambiamento sociale e personale. Da “Disasters and mental health: Therapeutic Principles Drawn from Disaster Studies” di Charles E Fritz (1996).

 

(daremo priorità nelle consegne ai più anziani e più vulnerabili tra le 9 e le 10 ogni lunedì, mercoledì e venerdì)

 

Chi sta facendo bene

 

  • In USA Uber ha garantito corse gratuite e cibo per i lavoratori del NHS (servizio sanitario nazionale), mentre Deliveroo cibo gratuito aggiungendo funzionalità di raccolta fondi alla loro app affinché le comunità possano donare i pasti.
  • In Italia Burger King ha chiuso tutti i ristoranti e regalato cibo a enti di beneficenza e ONG.
  • Invece di licenziare il personale dopo la chiusura forzata dei negozi, la società cinese di cosmetici Lin Qingxuan li ha riqualificati come influencer online.

 

Ruolo del contenuto

 

  • Slack ha aiutato il pubblico poco affine alle tecnologie con contenuti “how-to”.
  • Chipolte ha facilitato la connessione umana.
  • La WHO ha abbracciato le nuove piattaforme dove si trova il tuo pubblico.

 

3.3 Fase 3: adattamento

E’ un periodo di rapida transizione. In quarantena le persone si rivolgono alle community esistenti e formano nuove community specializzate in cerca di ispirazione e supporto.

L’intrattenimento diventa vitale per compensare lo stress derivante dalle notizie negative. Questa fase offre le maggiori opportunità di partecipazione alle attività del brand che possono svolgere il loro ruolo attraverso i contenuti, innovando ed adattando i loro prodotti e servizi per venire incontro alle esigenze specifiche delle persone.

 

 

Chi sta facendo bene?

  • Il marchio di moda francese Sézane ha iniziato a collaborare con Marie Robert di Philipieissexy per offrire alle persone lezioni di filosofia gratuite tramite Instagram Live.
  • Il rivenditore online Tmall ha spostato il festival annuale dello shopping offline in un’esperienza online e Luxyry brand come Calvin Klein hanno utilizzato video live, specchi AR e negozi VR per coinvolgere gli acquirenti.
  • LinkedIn ha offerto all’influencer @mother_pukka una piattaforma per offrire consulenza ai dipendenti e ai datori di lavoro colpiti dalla crisi con particolare attenzione alle madri lavoratrici.

 

  • Il Getty Museum di Los Angeles ha lanciato un concorso chiedendo di ricreare famose opere d’arte utilizzando oggetti domestici.
  • Quando la partita di calcio della Liga tra FC Sevilla e Real Betis è stata annullata è stata giocata su FIFA 20 da un giocatore di ogni squadra. L’evento live su Twitch è stato visto da 60.000 persone.
  • La birra Bud Light ha reinventato il suo #DiveBarTour coinvolgendo il musicista @jakeowenofficial in un concerto trasmesso in streaming su Instagram Live.

 

Ruolo del contenuto

  • Realizza streaming live inserendo contenuti spensierati, stimolanti o che sviluppano abilità. Collabora con gli influencer di specifiche community per comprenderne e supportare i bisogni.
  • Utilizza la tecnologia VR e AR per creare esperienze virtuali come negozi, gallerie o club. Siamo esseri sociali: rendi tangibile l’intangibile.

 

3.4 Fase 4: Rivaluta

Man mano che diminuiranno le restrizioni, le community inizieranno a sperimentare un periodo di riflessione e ritorno alla vita precedente. Il ritorno al “normale” sarà graduale, non rapido. Sebbene molti spingeranno per correre fuori e festeggiare quando la quarantena sarà finita, in realtà non sarà affatto così, e questo avrà un impatto sulla rapidità con cui i brand potranno tornare al lavoro. Nei paesi in cui la quarantena è già terminata le persone dicono di sentirsi ancora in ansia per il rischio di trovarsi assembrati nei luoghi pubblici. Per questo motivo i brand hanno il ruolo di aiutare a diffondere un messaggio di speranza supportando la rinascita delle comunità offline.

 

Chi sta facendo bene?

  • Durante la pandemia i cinesi erano ansiosi di recarsi presso i negozi di prima necessità. L’app Baidu ha aiutato e sta aiutando gli utenti a trovare questi negozi nelle vicinanze, fornendo informazioni di apertura aggiornate al minuto in modo da ridurre al minimo il tempo fuori casa.
  • Sempre in Cina la collaborazione tra il brand di abbigliamento sportivo FILA ed il videomaker Kong Wei ha portato alla realizzazione di un film sulla vita comune in casa di 193 coppie e persone care.
  • L’iconica azienda di pneumatici Pirelli ha lanciato questo messaggio di speranza: “quando tutto questo sarà finito, marceremo ancora insieme per le strade”.

 

  • Sii empatico: le persone saranno ansiose di tornare alla normalità. Comunica come intendi supportare i clienti e il personale in questa fase.
  • Sii utile: aiuta le persone ed incoraggiale a ricominciare a utilizzare i servizi.
  • Sii ottimista: probabilmente ci sarà un picco d’ansia quando si tornerà al mondo esterno. Le community che divulgheranno messaggi di speranza ne trarranno beneficio.

 

3.5 Fase 5: una nuova normalità

Le community ed i brand inizieranno ad assimilare comportamenti vecchi e nuovi.

È facile lasciarsi coinvolgere dalla reazione alla situazione attuale della crisi in cui vi trovate. Tuttavia, è importante che i brand inizino a pianificare ora potenziali esiti futuri basati su apprendimenti storici da precedenti crisi globali. Quello che sappiamo per certo è che lo scenario consumistico sarà molto diverso in futuro. I marchi che iniziano a pianificare ora emergeranno più forti.

Domande su cui lavorare:

  • Quali innovazioni nuove e durature puoi aspettarti dal tuo mercato?
  • Come si formeranno le nuove community durante la crisi?
  • Una società più connessa ed integrata inciderà sul modo in cui comprendi e comunichi con la tua community?
  • Come gestire i nuovi valori e le nuove regole che emergeranno da questo periodo considerando che le persone rivaluteranno ciò che conta davvero nella vita?
  • Quale dei nuovi comportamenti emersi durante la crisi continuerà anche dopo?

 

4. Lavora sui contenuti

Come non apparire opportunisti?

Comunicare rischia di rovinare la nostra reputazione?

No. I brand che restano attivi e pertinenti emergeranno più forti quando la crisi sarà passata. Le esigenze della community ci mostrano che c’è una grande richiesta di supporto e contenuti da parte dei brand se sono realizzati nel modo giusto.

Possiamo citare il Covid-19?

Meglio alludere alla situazione, senza fare riferimento diretto, diversamente puoi creare un’involontaria associazione negativa. Non parlare esplicitamente della pandemia come un’occasione per provare i tuoi prodotti o servizi.

Ad esempio puoi dire “se stai cercando una nuova serie tv da vedere potrebbe piacerti Narcos” e non “dato che sei chiuso in casa perché non vedere la serie tv Narcos?”

E’ il caso di fare ancore pubblicità a pagamento?

Non temere di fare sponsorizzate, ma fai attenzione a come le fai. Non fare targeting in modo opportunistico, ad esempio in modo geografico intorno agli ospedali promuovendo disinfettante per le mani. Adatta il tuo messaggio e le CTA ad azioni NON fisiche: ad esempio usa “registrati online” o “registrati per essere richiamato”. Prova nuovi canali pubblicitari che potrebbero essere più convenienti.

4.1 Da dove comincio con i contenuti?

La richiesta di contenuto è in aumento in queste sei aree chiave. Tracciarle strategicamente può aiutarti a capire dove il tuo brand può avere un ruolo ed agire di conseguenza innescando idee creative per sviluppare i tuoi contenuti.

 

4.2 Perché gli influencer sono importanti?

Gli influencer sono in prima linea nell’impegnarsi con le community in ogni fase della crisi, fornendo ai brand dati circa le mutevoli esigenze del loro pubblico, autenticità e soluzioni creative di contenuto per soddisfare la crescente domanda.

  • Negli Emirati Arabi Uniti gli influencer lavorando insieme hanno reso #Abiding_nation l’hashtag di tendenza n. 1.
  • In USA la games-community FaZeClan ha lanciato un torneo globale settimanale raccogliendo $46.000 per le persone colpite da COVID-19.
  • La canadese Club Quarantine ha portato online la cultura del club offline offrendo uno spazio globale sicuro per la comunità LGBTQ+.
  • In UK @thebodycoach ha dato lezioni di ginnastica quotidiane su YouTube, raggiungendo 13 milioni di spettatori e raccogliendo £80.000 per il SSN (Servizio Sanitario Nazionale).
  • Sempre in UK per supportare i genitori alle prese con i compiti scolastici dei figli, influencer hanno offerto lezioni quotidiane tramite Instagram Live, in particolare @frank_cottrell_boyce di scrittura creativa ed @emma_scottchild di arte.

4.3 Come lavorare con gli influencer?

  1. Le persone cercano contenuti per costruire e mantenere rapporti autentici con persone e personalità reali. Usa gli influencer per sperimentare nuovi formati e scalare.
  2. Da quando la crisi ha iniziato a manifestarsi, la maggior parte degli influencer si è connessa regolarmente con il proprio pubblico attraverso domande/risposte e messaggi diretti. Usali per ottenere informazioni in tempo reale su ciò che il pubblico vuole.
  3. La maggior parte degli influencer ha già adattato i propri contenuti alla situazione attuale. Presta attenzione a ciò che stanno già facendo anche sul fronte delle sponsorizzazioni.
  4. Date le nuove esigenze in termini di contenuti, molti influencer hanno scelto di diversificare, superando il loro focus. Espandi la tua lista di possibili influencer mettendoti alla ricerca di nuovi partnership più pertinenti.
  5. Data la rapidità con cui la situazione sta cambiando, molti influencer hanno dovuto riadattare i contenuti già concordati con i brand. Sii collabotivo durante i briefing per essere più efficaci in una situazione così delicata.
  6. I creatori hanno più tempo del solito e molti stanno sviluppando la loro creatività più del solito. Sfrutta il loro tempo e la loro creatività in modo più ampio, non limitandoti al singolo post o servizio/prodotto da promuovere.

 

4.4 Altri modi per produrre contenuti creativi

  • Contenuto Generato dagli Utenti: coinvolgi la community nel progetto e sviluppa la creatività sfruttando i suoi contenuti.
  • Design, audio, AR, VR: opzioni accessibili sono animazione, podcast, clip audio, tipografia e grafica animata. Sfrutta AR e VR per rendere le esperienze più coinvolgenti.
  • Foto/video: invia i tuoi prodotti a fotografi e videomaker con home studio.
  • Archivi: trova nuovi modi di riutilizzare risorse che avevi già usato in brevi video o contenuti in serie.

 

4.5 Che dire del community manager?

È più importante che mai mantenere coinvolti clienti e comunità durante il periodo in cui il contatto diretto è limitato.

Ascolta: dai rilevanza al tempo di gestione della community

Autorizza i tuoi Community Manager e offri loro strumenti di ascolto sociale più ampi. Sono la prima linea tra il tuo brand e la tua community. Aiuteranno a proteggere il brand rispondendo rapidamente alle domande e rivelarti in tempo reale le esigenze della community. I canali social possono supportare le aziende che hanno chiuso i battenti o che trovano i canali di assistenza clienti intasati.

Agisci: conosci il tuo Tone of Voice e le FAQ

Se hai cambiato il tuo tone di voce è essenziale che l’intero Community Management sia informato. Se ti stanno giungendo numerose rischieste, valuta la creazione di contenuti FAQ. Indirizzando i clienti verso questi contenuti allevierai lo stress del personale del servizio clienti.

Monitora: controlla il tuo piano di crescita

La situazione sta cambiando ovunque rapidamente, quindi il monitoraggio continuo è essenziale. Assicurati di avere un piano di escalation e che i gestori della tua community abbiano familiarità con le azioni da intraprendere in caso di nuovi e repentini sviluppi.

 

Riepilogo del punto 4

Ascolta: le community ci stanno dicendo che hanno bisogno di brand in questo momento. Definisci il tuo ruolo in ogni fase della pandemia.

Agisci: gestisci la tua community supportando i consumatori alleggerendo il servizio clienti. Usa sempre il contenuto per rimanere pertinente e posizionarti nella mente del tuo pubblico. Sii innovativo attraverso la creatività. Lavora con influencer per rendere la tua community più autentica.

Monitora: traccia il tuo brand ascoltando le conversazioni che avvengono nelle community.

 

5. Cosa ci aspetta?

Con lo sviluppo della crisi stiamo aiutando i brand a stare al passo con la nostra nuova serie di contenuti settimanali “in Lockdown” che esamina l’impatto di Covid-19 su diversi settori industriali.

Finora abbiamo pubblicato “In Lockdown: A World Without Sports”, una serie su Instagram Live di nome “Creators in Crisis”, che guarda ai brand che possono imparare dai cambiamenti e che gli influencer stanno già vedendo dalle loro community e “In Lockdown: The Show Must Go On” dedicata all’impatto della crisi sull’industria dell’intrattenimento.

Gli argomenti futuri che sono attualmente in lavorazione includono l’impatto di COVID-19 su appuntamenti, sul lavoro autonomo e sull’industria dei concerti, sui beni di largo consumo, sul cibo, sull’alcol, sulla tecnologia e sulle comunicazioni.

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Grazie ancora a We Are Social per lo spendido report e a te se vorrai condividere il formato originale in inglese o questa traduzione in italiano.

 

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Leo Cascio

Leo Cascio

Consulente, formatore e divulgatore di web marketing, branding e personal branding, autore, co-autore e blogger, sono un siciliano innamorato di Milano, appassionato di inglese, marito e papà.