(Tempo di lettura 2 minuti)

Lo so che sei trasalito, o trasalita, appena hai visto nel titolo quell’apostrofo tra “qual” ed “è”, ma non potevo esprimere meglio il concetto senza fare un esempio reale.

Qual è il concetto?

Il concetto è che prima di correggere in pubblico chi compie errori di scrittura o di grammatica sui social (ma estenderei questa cosa a TUTTI gli errori, in realtà) dovremmo contare fino a tre. Dopo di che abbiamo due opzioni: scegliere di ignorare o, se teniamo al bene di questa persona, contattarla in privato per segnalare l’errore.

E già! Esiste in effetti una “regola non scritta” di educazione digitale, ma secondo me anche di personal branding, che andrebbe seguita “pedissequamente” (come dicono quelli bravi) ma che spesso viene ignorata da molto. Anche da chi, in teoria, dovrebbe essere il primo ad applicarla.

Una regola che in passato (quando non ero ancora molto avvezzo a questa bella pratica di comunicazione che è, appunto, il personal branding) ho violato anch’io, e che è quella di evitare di smascherare gli errori in pubblico.

Anche perchè farlo è esso stesso un errore. Ma ben più grave.

Forse dissentirai da questo paragone, forse penserai che violentare la lingua italiana sia un errore grave. E ti dico che sì, può esserlo, ma che non è così grave come sputtanare qualcuno, specie se è un professionista della comunicazione (ed assicuro che le sviste possono capitare a chiunque).

Il perchè è semplice

Quando violenti una lingua manchi di rispetto al libro di grammatica, e non è bello. Ma si tratta di un libro, un oggetto fisico, e come tale non può soffrirne.

Quando invece fai il “professorone” in pubblico violenti il rapporto che ti lega tra te e la persona che ha fatto l’errore. Segnalare in privato fa tutto un altro effetto, invece, non trovi?

Anzi, addirittura avviene una magia (l’errore diventa opportunità): questo gesto salda o rinsalda i rapporti, contribuendo alla costruzione di relazioni sane, sincere ed autentiche.

E costruire relazioni sane, a maggior ragione se l’obiettivo è comunicare bene, significa andare nella giusta direzione.

Pertanto ti chiedo (ma senza cattiveria, solo per spingerti eventualmente a riflettere e correggerti): quando fai il grammar-nazi sui social (non tanto diverso da Nelson Muntz, il personaggio-bullo dei Simpsons famoso per la risata cattiva “ah ah!”) vantandoti del fatto che tu non faresti mai certi strafalcioni, chi è che sta facendo il VERO errore?

Ricorda (questa famosa frase non smetto mai di citarla, ma è come il prezzemolo):

Le persone dimenticano cosa hai fatto ma ricordano come le hai fatte sentire. Maya Angelou.

Leo Cascio

Leo Cascio

Sono brand builder, creator, consulente, formatore e divulgatore di web marketing. Autore del libro "Personal Branding sui Social" (link Amazon).
Che ne pensi del mio articolo? La tua comunicazione aziendale o personale ha bisogno di una mano? CONTATTAMI ORA! :)